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Winston Churchill e Charles de Gaulle furono uniti dalla guerra. Incarnarono la resistenza della Gran Bretagna e della Francia alla minaccia per la sopravvivenza rappresentata dalla Germania nazista, e la loro vittoria finale su Hitler ha fatto sì che le loro imprese non venissero mai dimenticate. Ma questa è solo una parte di una storia ben più complessa. Entrambi influenzarono i loro Paesi e il mondo che li circondava molto tempo dopo la fine della guerra.
De Gaulle – alto, impacciato e incorruttibile – mostrava qualità spesso associate agli inglesi. Churchill – basso, affascinante e amante dei piaceri della vita – ricordava il politico francese per eccellenza. Il loro rapporto di lavoro fu raramente sereno, ma entrambi riconoscevano la statura dell’altro: de Gaulle definì Churchill «il grande artista di una grande storia», mentre Churchill riconobbe in de Gaulle «l’uomo del destino».
Gli ultimi titani esplora ciò che rese questi uomini eccezionali e quanto profondamente furono influenzati dalle rispettive culture nazionali. Ma, al di là dell’intrigo personale, il libro sviluppa una tesi più ampia: Gran Bretagna e Francia sono entrambe perseguitate dalla percezione di una grandezza passata. E Richard Vinen ripercorre le vicende di due leader che un tempo guidarono delle superpotenze, ma che vissero abbastanza a lungo per vedere le loro nazioni indebolite da due guerre mondiali e dalla perdita degli imperi.
Introduzione: Artisti della storia. I primi anni di vita, 1874-1930 - Tempeste all’orizzonte, 1930-1939 - La caduta della Francia - London Calling, 1940 - Modus vivendi, luglio 1940-dicembre 1941 - «Les jeux sont faits»: la guerra mondiale - Una guerra di popoli e di ideali? - Ombre della vittoria, 1944-1955 - Risurrezione, 1955-1962 - Sopravvivenza e morte, 1962-1965 - De Gaulle da solo, 1965-1970 - Vita ultraterrena. Conclusione. Bibliografia. Indice analitico.
Richard Vinen è professore di storia presso il King’s College London. In precedenza è stato fellow del Trinity College di Cambridge e, più recentemente, archive by-fellow al Churchill College di Cambridge. Ha scritto per «Sunday Times», «Financial Times», «Guardian», «Independent», «Times Literary Supplement», «New York Times» e la «Literary Review». Il suo libro National Service ha ricevuto nel 2015 il Wolfson History Prize.
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