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    • Michele Camerota   

      Galileo

      Alle origini della scienza moderna

      Galileo non fu soltanto il padre fondatore della scienza moderna: fu l’artefice di una rivoluzione del sapere che ha inaugurato un innovativo modo di guardare alla natura. Le sue scoperte in ambito astronomico e fisico cambiarono radicalmente la nostra comprensione dell’universo e concorsero, al tempo stesso, ad affermare un nuovo modello di scienza, una nuova sensibilità epistemologica e culturale.

      Questo libro ripercorre l’itinerario biografico e intellettuale di Galileo, ricostruendone nel dettaglio i vari momenti della vita ed esaminandone minuziosamente le opere – note e meno note –, con particolare attenzione ai contesti in cui furono composte e alla ricezione tra i contemporanei.

      Una narrazione storicamente rigorosa che restituisce le travagliate vicende personali e scientifiche di Galileo fino al celebre conflitto con le autorità ecclesiastiche, conclusosi con il processo e la condanna del 1633. Fu una battaglia sfortunata e amarissima per il suo protagonista, ma che resta ancora oggi esemplare del valore della libertà di pensiero e della cruciale importanza dell’autonomia della ricerca scientifica.

    • Michele Camerota   

      Galileo

      Alle origini della scienza moderna

      Galileo non fu soltanto il padre fondatore della scienza moderna: fu l’artefice di una rivoluzione del sapere che ha inaugurato un innovativo modo di guardare alla natura. Le sue scoperte in ambito astronomico e fisico cambiarono radicalmente la nostra comprensione dell’universo e concorsero, al tempo stesso, ad affermare un nuovo modello di scienza, una nuova sensibilità epistemologica e culturale.

      Questo libro ripercorre l’itinerario biografico e intellettuale di Galileo, ricostruendone nel dettaglio i vari momenti della vita ed esaminandone minuziosamente le opere – note e meno note –, con particolare attenzione ai contesti in cui furono composte e alla ricezione tra i contemporanei.

      Una narrazione storicamente rigorosa che restituisce le travagliate vicende personali e scientifiche di Galileo fino al celebre conflitto con le autorità ecclesiastiche, conclusosi con il processo e la condanna del 1633. Fu una battaglia sfortunata e amarissima per il suo protagonista, ma che resta ancora oggi esemplare del valore della libertà di pensiero e della cruciale importanza dell’autonomia della ricerca scientifica.

    • Thomas Alexander Szlezák   

      Platone

      L’invenzione della filosofia in Occidente

      Platone è una delle pietre miliari della filosofia greca. I dialoghi sono i luoghi dove si dispiega il suo progetto filosofico: il disegno di un sapere senza precedenti, di una filosofia in grado di intrecciare e tenere insieme etica, politica, scienza e ontologia. Platone, però, non è soltanto una delle vette assolute della filosofia greca, è anche una delle figure più rilevanti della storia delle idee.

      In questa biografia, Thomas Alexander Szlezák non si limita ad avvicinarci al Platone filosofo, ma fornisce un ritratto completo del Platone uomo, recuperandone la dimensione storica. E nel farlo passa in rassegna i dialoghi e le lettere, affrontando questioni centrali come l’autenticità, lo stile e la cronologia delle opere. Su questo sfondo, vengono analizzati e spiegati in dettaglio il pensiero sullo Stato, la cosmologia, la teoria delle idee e quella dei principi, senza dimenticare di mettere a fuoco il carattere religioso della filosofia platonica: l’idea del bene, “principio di tutto”.

      Emerge così un Platone a tutto tondo che, grazie alla sorprendente vitalità dei suoi dialoghi, continua a essere più attuale che mai.

    • Thomas Alexander Szlezák   

      Platone

      L’invenzione della filosofia in Occidente

      Platone è una delle pietre miliari della filosofia greca. I dialoghi sono i luoghi dove si dispiega il suo progetto filosofico: il disegno di un sapere senza precedenti, di una filosofia in grado di intrecciare e tenere insieme etica, politica, scienza e ontologia. Platone, però, non è soltanto una delle vette assolute della filosofia greca, è anche una delle figure più rilevanti della storia delle idee.

      In questa biografia, Thomas Alexander Szlezák non si limita ad avvicinarci al Platone filosofo, ma fornisce un ritratto completo del Platone uomo, recuperandone la dimensione storica. E nel farlo passa in rassegna i dialoghi e le lettere, affrontando questioni centrali come l’autenticità, lo stile e la cronologia delle opere. Su questo sfondo, vengono analizzati e spiegati in dettaglio il pensiero sullo Stato, la cosmologia, la teoria delle idee e quella dei principi, senza dimenticare di mettere a fuoco il carattere religioso della filosofia platonica: l’idea del bene, “principio di tutto”.

      Emerge così un Platone a tutto tondo che, grazie alla sorprendente vitalità dei suoi dialoghi, continua a essere più attuale che mai.

    • Emma Giammattei   

      Il redivivo

      Benedetto Croce e il quaderno segreto

      Il ritrovamento di un quaderno autografo di Pasquale Croce, che il figlio Benedetto avrebbe tenuto sul suo scrittoio per tutta la vita, aiuta a rileggere in una luce nuova e radente la biografia del grande filosofo.

      Il Redivivo è il titolo del poemetto di Victor Hugo, Le Revenant, tradotto dal filologo Isidoro Del Lungo. Fu trascritto nel febbraio 1866 a Pescasseroli dal padre di Croce, il quale identificava nella dimensione mitica della rinascita il dramma familiare della morte di un bambino, Benedetto, e della sostituzione col nuovo nato, dal medesimo nome.

      Nel libriccino messo in salvo (forse dalle stesse macerie di Casamicciola) è rintracciabile una sorta di «tema natale», il motivo di fondo del pensiero crociano, dove il Sopravvissuto e il Redivivo si incontrano e si riconoscono.

      Attraverso le tragedie del secolo e le sventure del singolo, oltre le rovine ci sarà sempre un mondo da ricostruire.

      Nel racconto permanente dell’epilogo che si fa rinnovato inizio, è racchiuso il significato individuale di un perentorio e grandioso memento vivere.

    • Emma Giammattei   

      Il redivivo

      Benedetto Croce e il quaderno segreto

      Il ritrovamento di un quaderno autografo di Pasquale Croce, che il figlio Benedetto avrebbe tenuto sul suo scrittoio per tutta la vita, aiuta a rileggere in una luce nuova e radente la biografia del grande filosofo.

      Il Redivivo è il titolo del poemetto di Victor Hugo, Le Revenant, tradotto dal filologo Isidoro Del Lungo. Fu trascritto nel febbraio 1866 a Pescasseroli dal padre di Croce, il quale identificava nella dimensione mitica della rinascita il dramma familiare della morte di un bambino, Benedetto, e della sostituzione col nuovo nato, dal medesimo nome.

      Nel libriccino messo in salvo (forse dalle stesse macerie di Casamicciola) è rintracciabile una sorta di «tema natale», il motivo di fondo del pensiero crociano, dove il Sopravvissuto e il Redivivo si incontrano e si riconoscono.

      Attraverso le tragedie del secolo e le sventure del singolo, oltre le rovine ci sarà sempre un mondo da ricostruire.

      Nel racconto permanente dell’epilogo che si fa rinnovato inizio, è racchiuso il significato individuale di un perentorio e grandioso memento vivere.

    • Galileo Galilei   

      Il Saggiatore

      Edizione commentata a cura di Michele Camerota e Franco Giudice

      Nessuna opera meglio del Saggiatore ci aiuta a capire la visione della scienza di Galileo. Nato dalla disputa con il gesuita Orazio Grassi sulla natura delle comete apparse nei cieli europei nella seconda metà del 1618, Il Saggiatore va ben oltre l’oggetto della polemica scientifica: è a tutti gli effetti il manifesto di un nuovo modo di pensare, di una filosofia naturale destinata a dominare la scienza moderna. Pubblicata nell’ottobre 1623, l’opera esprime la piena consapevolezza della portata rivoluzionaria del nuovo sapere, inaugurato dallo stesso Galileo con le straordinarie scoperte telescopiche del 1610, quando aveva ridisegnato la geografia del mondo ed esteso i confini dell’universo.

      È nel Saggiatore che Galileo espone la sua celebre dottrina secondo cui la natura è dotata di un ordine e di un’armonia di tipo geometrico, e va quindi letta come un libro. Non un libro come quelli scaturiti dalla fantasia dei poeti, ma un libro scritto in linguaggio geometrico, che può essere compreso soltanto da chi è in grado di «conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto» (triangoli, cerchi ecc.).

      Il Saggiatore è inoltre un capolavoro di scrittura, con una prosa scintillante che rappresenta una delle vette più alte della letteratura italiana del Seicento, dove la ricchezza del registro linguistico è sempre ancorata al rigore scientifico delle argomentazioni. Tutti elementi che, non a caso, saranno apprezzati da grandi scrittori come Leopardi e Calvino. Un’opera trasgressiva, colma di graffiante ironia, che continua a sorprenderci ogni volta che la leggiamo, nonostante siano passati quattro secoli dalla sua pubblicazione.

    • Galileo Galilei   

      Il Saggiatore

      Edizione commentata a cura di Michele Camerota e Franco Giudice

      Nessuna opera meglio del Saggiatore ci aiuta a capire la visione della scienza di Galileo. Nato dalla disputa con il gesuita Orazio Grassi sulla natura delle comete apparse nei cieli europei nella seconda metà del 1618, Il Saggiatore va ben oltre l’oggetto della polemica scientifica: è a tutti gli effetti il manifesto di un nuovo modo di pensare, di una filosofia naturale destinata a dominare la scienza moderna. Pubblicata nell’ottobre 1623, l’opera esprime la piena consapevolezza della portata rivoluzionaria del nuovo sapere, inaugurato dallo stesso Galileo con le straordinarie scoperte telescopiche del 1610, quando aveva ridisegnato la geografia del mondo ed esteso i confini dell’universo.

      È nel Saggiatore che Galileo espone la sua celebre dottrina secondo cui la natura è dotata di un ordine e di un’armonia di tipo geometrico, e va quindi letta come un libro. Non un libro come quelli scaturiti dalla fantasia dei poeti, ma un libro scritto in linguaggio geometrico, che può essere compreso soltanto da chi è in grado di «conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto» (triangoli, cerchi ecc.).

      Il Saggiatore è inoltre un capolavoro di scrittura, con una prosa scintillante che rappresenta una delle vette più alte della letteratura italiana del Seicento, dove la ricchezza del registro linguistico è sempre ancorata al rigore scientifico delle argomentazioni. Tutti elementi che, non a caso, saranno apprezzati da grandi scrittori come Leopardi e Calvino. Un’opera trasgressiva, colma di graffiante ironia, che continua a sorprenderci ogni volta che la leggiamo, nonostante siano passati quattro secoli dalla sua pubblicazione.

    • David Edmonds   

      L’assassinio del professor Schlick

      Ascesa e declino del Circolo di Vienna

      Un saggio storico tinto di giallo, ambientato in uno dei momenti più bui della storia d’Europa, sullo sfondo della catastrofe economica e dell’ascesa di Hitler.

      Protagonista è il Circolo di Vienna, influente gruppo di brillanti pensatori guidato da Schlick, impegnato in una lotta contro la metafisica e le pseudoscienze in una città che veniva inghiottita da fascismo, antisemitismo e irrazionalità.

      Il 22 giugno 1936 Moritz Schlick, professore di filosofia, era diretto verso la sua aula per tenere lezione quando fu ucciso da un colpo di pistola sulla scalinata dell’Università di Vienna da Johann Nelböck, un ex alunno con problemi mentali. Quando Nelböck durante il processo affermò che il suo ex professore stava diffondendo una pericolosa filosofia ebraica, alcuni giornali austriaci presero le difese di quel folle gesto.

      Tra i membri del Circolo di Vienna ci furono Otto Neurath, Rudolf Carnap e l’eccentrico logico Kurt Gödel, mentre ai suoi margini si mossero altri due titani della filosofia del Novecento, Ludwig Wittgenstein e Karl Popper.

      Edmonds ricostruisce la storia del positivismo logico nel milieu viennese con uno stile da raffinato narratore, rievocando il sapore artistico e politico dei dibattiti nei caffè degli anni Venti.

    • David Edmonds   

      L’assassinio del professor Schlick

      Ascesa e declino del Circolo di Vienna

      Un saggio storico tinto di giallo, ambientato in uno dei momenti più bui della storia d’Europa, sullo sfondo della catastrofe economica e dell’ascesa di Hitler.

      Protagonista è il Circolo di Vienna, influente gruppo di brillanti pensatori guidato da Schlick, impegnato in una lotta contro la metafisica e le pseudoscienze in una città che veniva inghiottita da fascismo, antisemitismo e irrazionalità.

      Il 22 giugno 1936 Moritz Schlick, professore di filosofia, era diretto verso la sua aula per tenere lezione quando fu ucciso da un colpo di pistola sulla scalinata dell’Università di Vienna da Johann Nelböck, un ex alunno con problemi mentali. Quando Nelböck durante il processo affermò che il suo ex professore stava diffondendo una pericolosa filosofia ebraica, alcuni giornali austriaci presero le difese di quel folle gesto.

      Tra i membri del Circolo di Vienna ci furono Otto Neurath, Rudolf Carnap e l’eccentrico logico Kurt Gödel, mentre ai suoi margini si mossero altri due titani della filosofia del Novecento, Ludwig Wittgenstein e Karl Popper.

      Edmonds ricostruisce la storia del positivismo logico nel milieu viennese con uno stile da raffinato narratore, rievocando il sapore artistico e politico dei dibattiti nei caffè degli anni Venti.